Notiziario tematico

Regione Lombardia, vestita dei colori e del logo di EXPO 2015, apre le porte di palazzo Lombardia ai suoi cittadini per promuovere l'Esposizione Universale.

Tutte le domeniche a partire dal 4 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, Regione apre al pubblico palazzo Lombardia e l'accesso al Belvedere del 39° piano.

La visita non è guidata e prevede il seguente percorso: 

"Colonne dell'arte", opere artistiche per la valorizzazione degli spazi istituzionali 
Salita al Belvedere del 39° piano, da cui sarà possibile ammirare il panorama della città e il territorio dove si terrà l'Esposizione Universale del 2015.

Il femminismo può creare un ponte tra donne di classi sociali diverse? L’Italia, rispetto ad altri paesi europei, mostra una situazione polarizzata: sono di più, rispetto agli uomini, sia le donne single che ricevono esclusivamente redditi da capitale, sia le single che sopravvivono grazie a trasferimenti familiari o statali. Ma interessi di classe e genere in alcuni casi possono corrispondere.

In un recente dibattito online, alcune economiste americane si sono domandate se il femminismo abbia difficoltà a occuparsi di classi sociali (Does feminism have a class problem?). Il dibattito riguardava in primis i conflitti di classe tra donne, ma più in generale ci si domandava se il femminismo fosse in grado di creare un ponte tra le istanze di donne di classi sociali diverse – donne con bassi redditi, donne della classe media che costituiscono negli Stati Uniti più della metà dei percettori del salario minimo, e donne dell’alta borghesia che combattono per abbattere il soffitto di cristallo che blocca le loro carriere  – al fine di definire un’agenda economica che possa servire gli interessi di tutte le donne. In questo articolo si vuole dare un contributo in questa direzione, andando ad analizzare la struttura di classe in Europa (e in particolare in Italia) usando una prospettiva di genere.

Nonostante la crisi, la Lombardia è ancora un territorio vivace e in grado di innovare nelle pratiche aziendali, anche a favore dei lavoratori. E non mancano le iniziative per far circolare i buoni risultati delle azioni positive. Come testimoniano tre buoni esempi.

Negli ultimi anni sono state registrate molte trasformazioni sociali, demografiche, economiche e culturali. Dare un carattere territoriale ai bisogni potrebbe essere una risposta concreta a questi cambiamenti, anche in funzione dei vincoli di stabilità imposti a livello europeo. Le aziende sono sempre più chiamate a dare risposte ai bisogni di flessibilità e di conciliazione tra lavoro e vita privata dei propri dipendenti, non solo grazie alla collaborazione fondamentale con gli attori sociali e politici locali, ma anche mettendo a fattor comune i propri bisogni con quelli di altre aziende (è il caso delle cosiddette Reti di impresa).

Un contesto rappresentativo di questa evoluzione è la Lombardia, territorio in cui si registra una disoccupazione crescente ma che garantisce la percentuale di Pil sul totale nazionale paragonabile a quella della Germania sul Pil europeo. In questo contesto si è capito che solo con un maggiore coinvolgimento di famiglie, lavoratori e imprese è possibile garantire più ampi livelli di servizi sociali insieme a una gestione più efficiente delle risorse pubbliche e private. In particolare dal 2012 sono partite iniziative di finanziamento alle imprese, attraverso bandi che promuovono e incentivano l’attuazione di pratiche aziendali per il benessere e la conciliazione lavoro-vita privata.

Si è aperta ieri a San Francisco l’annuale conferenza degli sviluppatori per i sistemi operativi di Mountain View. Android è già usato da oltre un miliardo di persone, ma ora si cresce e si allarga oltre smartphone i tablet.

“Android raddoppia ogni anno”, esordisce Sundar Pichai. Così, sul palco del Moscone Center di San Francisco, il senior vice president, Android, Chrome & Apps apre Google I/O, l’annuale conferenza degli sviluppatori di Mountain View. Android oggi è utilizzato da più di un miliardo di persone su smartphone e tablet. Quotidianamente scambiano oltre 20 miliardi di messaggi di testo e scattano 93 milioni di selfie. Ma non basta: Google, come Microsoft, come Facebook, come altri grandi dell’hi-tech punta al prossimo miliardo, le popolazioni dei Paesi emergenti, e così Pichai annuncia AndroidOne, una collaborazione con vari produttori hardware e operatori telefonici per produrre smartphone a basso costo ma capaci di sfruttare a fondo le potenzialità di Android anche dove le reti cellulari non sono velocissime. Il primo modello sarà in vendita a breve in India a meno di cento dollari.