Notiziario tematico

L’iniziativa della Google indiana si chiama gCareer ed è rivolta alle donne che abbiano lasciato una carriera da un anno e più, per ragioni personali. Ragioni che non sono difficili da indovinare, e che di solito consistono in una maternità che si prolunga e che finisce col sacrificare il lavoro alla famiglia. Eppure, le donne in carriera che si ritirano rappresentano un ‘giacimento’ di competenze da sfruttare, e l’iniziativa della Google ha senso non solo dal punto di vista della promozione di genere ma anche del business. 

Una rete anti-spreco che offre un servizio e-commerce per l'acquisto di prodotti oggi sprecati perché in eccesso, in scadenza e con difetti estetici; un sistema di carrelli individuali per senzatetto collegati con una centrale di assistenza; la prima agenzia di viaggi su misura per persone con disabilità; servizi per la riabilitazione degli anziani  a casa; assistenza per rafforzare la presenza all'Expo Milano 2015 dei Paesi in via di sviluppo; il teatro sui temi ecologici per ragazzi. Sono alcuni dei 16 progetti del Tavolo Expo Solidarietà e Non Profit promosso dalla Camera di commercio di Milano

Ci sono diversi americani ma anche due ricercatori italiani tra i vincitori degli Eni Awards, i premi che Eni assegna agli studi scientifici più importanti nel campo dell’energia e dell’ambiente. L’ambizione è di farne dei Nobel dell’energia, e allora non può che riempirci di speranza il successo di Martina Siena, 29 anni, e Nicola Bortolamei, 30 anni, premiati per nella sezione Debutto alla ricerca dedicata ai dottori italiani under 30. Dopo aver ricevuto il riconoscimento al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, li abbiamo sentiti per farci raccontare cosa hanno fatto e cosa faranno. 

Donne ai posti di comando per dare forza a una classe dirigente più moderna. Libera da vecchi codici e vecchi club, capace — nel suo insieme — di trasformare il Paese. In Italia si sta definendo la mappa di un nuovo potere femminile. La stanno disegnando quel 31 per cento di deputate e senatrici in Parlamento dal 2013, le otto ministre su 16 al governo, le capolista alle elezioni europee. E ancora: le manager nominate ai vertici delle società quotate in Borsa, le alte funzionarie di alcune aziende pubbliche strategiche, le 5 rettrici (su 78, pochissime) alla guida di università influenti. La svolta c’è. È in corso. Ma è a questo punto che vogliamo chiederci: lungo le direttrici di questa svolta ritroveremo anche le nostre strade comuni? Questa mappa è, o promette di essere presto, lo specchio di un cambiamento diffuso e coerente?