Notiziario tematico

"Nel percorso verso la semplificazione possiamo dire che si è conclusa la 'fase uno', quella dell'ascolto delle proposte e del monitoraggio per semplificare le procedure. Ora inizia la 'fase due', che prevede dieci azioni concrete, sei da fare nei prossimi mesi, altre due da fare entro il prossimo anno e le altre due in prospettiva. Sono soddisfatto, perché le risposte concrete, come è nello stile della Regione Lombardia, iniziano ad arrivare anche sul fronte della semplificazione". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, presentando - insieme all'assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini e al professore Giulio Sapelli - il documento che contiene le linee strategiche sulla semplificazione per le imprese, elaborato a seguito delle decine di audizioni svolte nelle scorse settimane dallo stesso Giulio Sapelli, insieme alla Direzione generale Attività produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia.

SODDISFAZIONE PER LAVORO SVOLTO DAL COMITATO - "Sono molto soddisfatto del lavoro svolto in questa prima fase dal Comitato per la semplificazione guidato dal professore Giulio Sapelli, che ringrazio per il grande lavoro svolto" ha detto il presidente. "Dal giorno dell'insediamento del Comitato, lo scorso 7 aprile, - ha ricordato Maroni - sono stati fatti trenta incontri bilaterali con gli stakeholders, per individuare i nodi critici nel rapporto tra le imprese e la Pubblica amministrazione e cercare proposte per risolverli. Adesso parte la 'fase due', che, per noi, è una priorità, perché semplificazione vuol dire certezza delle leggi e delle procedure".

Milano, l'Expo, la disabilità e «una di quelle occasioni che capitano una sola volta». La sfida è partita: rendere Milano una città accessibile a tutti,cittadini e stranieri, «nessuno escluso». E non solo per Expo. La logica è fare qualcosa «che resti per la città». Non si tratta del già decantato Peba (Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche), ma di qualcosa che può diventare un metodo, e «fare scuola».

Con queste premesse le associazioni dei disabili e il mondo della ricerca, insieme alle istituzioni locali (Provincia e Comune) presentano strumenti e soluzioni per permettere alle persone con disabilità sensoriale non solo di fruire di piccoli e grandi eventi dell'Expo, ma anche di muoversi in città e accostarsi autonomamente al suo patrimonio di attrazioni.

Nel ciclone della crisi, con il sistema produttivo italiano che arranca, arretra, c'è un unico pilastro solido sul quale costruire il futuro: la cultura. E non si tratta della solita affermazione di principio. Ma di una verità economica sostenuta da dati e cifre. Perché, nel 2013, la nostra industria culturale ha mosso 214 miliardi di euro e l'export del settore ha raggiunto un attivo di 25 miliardi. La fruizione della bellezza, il made in Italy, quell'enorme patrimonio rappresentato dal turismo. Settori di investimento in grado di generare un effetto moltiplicatore: perché per ogni euro messo lì ne ritorna 1,67. Parte da qui, "Io Sono Cultura", lo studio di Symbola e Unioncamere  che sarà diffuso oggi alla presenza del ministro Dario Franceschini. Uno studio che rivela anche quali sono le province e le regioni più produttive dal punto di vista dell'economia della cultura. E qui le sorprese non mancano. 

''Il franchising rappresenta un'opzione di avviamento all'impresa per vari profili tipologici, e specificamente: donne, giovani, ex manager, ex dipendenti che hanno voglia di avviare una attivita' in proprio ma, in mercati cosi' competittivi, preferiscono farlo in condizioni di maggior sicurezza, con una struttura ed una organizzazione, il Franchisor appunto, che ti prende per mano e ti accompagna lungo tutto il percoso di formazione, di crescita e di gestione della attivita'''. Cosi' il presidente di Assofranchising/Confcommercio, Graziano Fiorelli, nel suo intervento all'assemblea dell'associazione. ''Vorrei segnalare come sono i giovani e le donne i target piu' gettonati e primari del franchising. Infatti, sugli oltre 50.000 punti vendita operanti oggi in Italia in Franchising, il 26% e' gestito da imprenditori da 25 a 35 anni, il 57% da 36 a 45 e sul totale il 38% sono donne''.