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Milano si confronta con i temi dell'industrializzazione, dell'innovazione e della libertà economica. Esiste ancora il modello Lombardia? Quali sono i nuovi confini economici del tessuto imprenditoriale lombardo? 


I confini della libertà economica 

26 marzo 2012, ore 17.00
FONDAZIONE
BETTINO CRAXI
Via F. Confalonieri, 38 – Milano
 
Archivio: • programma

Ne discutono con Stefania Craxi:

Giampaolo Galli, Roberto Napoletano, Alvise Biffi, Massimiliano Magrini, Bruno Tabacci, Gianna Martinengo, Andrea Prandi. Coordina: Marco Zanotelli.

Gianna Martinengo interviene sul tema: Innovazione tecnologica e Innovazione sociale. "Le tecnologie favoriscono l'innovazione, in particolare quella finalizzata a generare miglioramenti a favore della collettività e al tempo stesso gli usi sociali stimolano la nascita di nuove tecnologie".

Come è cambiato l'orientamento verso la libertà e il senso del suo limite?
Quali libertà desideriamo?
Quanto siamo libere “da”? Per esempio da tradizioni familiari e religiose, ruoli, stereotipi?
Quanto siamo libere “di”? Per esempio di (non) lavorare, avere figli, migrare?
E l'atteggiamento degli uomini: antagonismo o sostegno? 

Mercoledì, 14 Marzo 2012 - Ore 21.00
Sala Facchinetti – Società Umanitaria
Via S. Barnaba, 48 - Milano

Dibattito
Il Bilancio in arancio 2012 del Comune di Milano. Come finanziare gli investimenti per lo sviluppo.

“Per le donne è difficile farsi valere sul lavoro perché non abbiamo una società basata sul merito.Proprio in questi giorni siamo impegnati in una riforma del mercato del lavoro che spero sarà inclusiva: includerà e rafforzerà i segmenti deboli. E quello più debole è rappresentato proprio dalle donne. Sulle donne si è scaricata molta della flessibilità cattiva, e noi vorremmo separarla da quella buona” . Lo ha affermato il ministro del Welfare e delle Pari Opportunità Elsa Fornero, nel corso della trasmissione di Radio1 ‘PrimadiTutto’ dedicata alla Giornata delle donne. MI auguro riforma lavoro rafforzerà le donne.

Il ministro ha anche puntato il dito contro “i troppi messaggi diseducativi” sulle donne che vengono trasmessi dai mezzi di comunicazione. “Sulla rappresentazione della donna nei media – ha affermato- c`è molto da ridire: messaggi che danno false speranze di soluzioni facili ai problemi della vita. Bisogna far leva sugli elementi positivi riportati sui media e qualche volta, con un clic, avere il coraggio di spegnere la tv e rifiutarci di stare al gioco”.