Cultura, ricerca, sviluppo

Da qualche giorno si rincorrono voci sulla conferenza stampa che si terrà nella nobile Università di Harvard lunedì 17 marzo, alle 17 italiane. Si parla di una scoperta molto importante, ma i responsabili del centro di astrofisica di quella Università che hanno indetto la conferenza non si sbilanciano.

Potrebbe però essere qualcosa di veramente grosso, a quanto si vocifera, ossia la scoperta del vagito, o forse l'urlo, dell'inizio dei tempi e dello spazio: il Big Bang. Lo avrebbero osservato al Polo Sud, con il telescopio a microonde Bicep, acronimo che in italiano significa bicipite. 

Vedendo l'Universo con quello non si scorgono né pianeti, né stelle né galassie, ma solo radiazione, la prima emessa dalla materia poco più di 300mila anni dopo il Big Bang, come ha fatto il satellite europeo Planck di cui si stanno ancora analizzando i dati estremamente complessi. Prima di quel tempo materia e radiazione erano talmente accoppiate che la seconda non riusciva letteralmente a essere emessa. Nessuna radiazione significa anche che nulla possiamo sapere di quel che c'era nell'Universo all'inizio, anche perché non c'è nulla che ci porti l'informazione. Niente postino, niente posta. La prima immagine che possiamo avere dell'Universo è quindi quella di quando aveva poco più di 300.000 anni, un'inezia rispetto ai 14 miliardi di anni che si stima sia la sua attuale età.

Un palinsesto dedicato agli artisti che hanno fatto grande Milano e alla rinascita culturale della città.
 
Art, Performance, Media, Creativity&Style, Kids, Wellbeing: queste le declinazioni della ‘Primavera di Milano’, il nuovo palinsesto culturale tematico che animerà la scena milanese durante i prossimi mesi, e fino all’estate, con oltre cento iniziative in tanti spazi e luoghi della città.

“Dopo il grande successo di ‘Autunno Americano’, presentiamo oggi il secondo palinsesto per la prossima stagione culturale milanese – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Un progetto dedicato alla nostra città, alla centralità che ha sempre avuto nella storia, e ai suoi ‘figli’ che l'hanno resa grande in Italia e nel mondo e che, anche se nati altrove, hanno trovato qui terreno fertile per la loro creatività. Una stagione che trova il fulcro della sua programmazione in un nucleo di esposizioni dedicate a grandi personalità della storia dell'arte e della cultura milanesi, come Bernardino Luini, Piero Manzoni, Bruno Munari e Luca Beltrami”.

Mostre, concerti e spettacoli teatrali, incontri e retrospettive, festival e sagre, iniziative dedicate ai bambini ed eventi “pop”, per un totale di 107 eventi in programma.

Un biomateriale ispirato al mondo animale, potrebbe essere usato per le malformazioni cardiache.
 

Arriva da Boston una bio-colla non tossica, biodegradabile, abbastanza elastica da resistere alla forza del cuore che batte e adatta anche a superfici umide, come in presenza di sangue. Una sorta di  “bio-attak” in grado di riparare vasi o cuori rotti o collegare dispositivi ai tessuti senza dover usare suture e punti metallici. Un sogno per i chirurghi ma soprattutto per i bambini con difetti congeniti al cuore, che devono ripetutamente sottoporsi a operazioni chirurgiche durante la crescita.

La rivoluzionaria colla, descritta su Science Transational Medicine, è nata da una collaborazione tra i ricercatori del Brigham and Women Hospital, il Boston Children’s Hospital della Harvard Medical School e il Massachusetts Institute of Technology (Mit). Il “bio-attak” chiamato PGSA (poly-glycerol sebacate acrylate) in associazione con un fotoiniziatore crea una soluzione che gli autori chiamano HLAA: hydrophobic light-activated adhesive. Ovvero un adesivo idrofobo che viene attivato in presenza di luce ultravioletta. HLAA è un gel denso che può essere applicato su un tessuto e dopo cinque secondi di esposizione alla luce ultravioletta diventa un reticolo gommoso e resistente, impermeabile e flessibile, che rimane intatto anche sotto la forte pressione del sangue, ed è in grado di tenere saldi i due lembi di tessuto.

La classifica The Times Higher Education World Reputation Rankings 2014 raccoglie i risultati di un sondaggio nel mondo accademico per definire quale siano i 100 atenei con la reputazione migliore al mondo. Si tratta di un spin-off dell’annuale classifica Times Higher Education World University Rankings. La classifica della reputazione  dei singoli atenei non è niente più che un giudizio soggettivo - ma è pur sempre il giudizio di membri di diversi atenei con pubblicazioni alle spalle.